Skip to content

Giapponesi e Balene: a che punto siamo?

8 gennaio 2010

La notizia della decapitazione dell’Ady Gil in seguito allo scontro con una baleniera giapponese ha fatto scalpore tra gli appassionati di barche nere dal design mozzafiato.

Ma non possiamo concentraci solo sull’aspetto tecnologico e domandarci come, in uno scenario mondiale di allarmante carenza di super-barche che sembrano astronavi stealth col timone, i balenieri abbiano il cuore di sperorarne una.

Questa vicenda ci obbliga a una riflessione più profonda.

Che i giapponesi uccidano più di 1000 balene all’anno è una notizia vecchia. E anche la ragione per cui lo fanno è ormai assodata: per scopi scientifici (altrimenti sarebbero bracconieri). Quello che non è ancora chiaro è: con tutti gli esperimenti che si possono fare avendo più di 10.000 tonnellate di carne di balena all’anno, com’è possibile che in giappone non abbiano almeno:

  • decifrato il canto delle balene;
  • modificato geneticamente una teen-idol perché possa emettere il canto delle balene, seppur indecifrato;
  • banalmente? Clonato una balena;
  • clonato Geppetto;
  • trovato un discendente di Moby Dick;
  • impiantato uno sfiatatoio su un lottatore di Sumo;
  • o almeno, accidenti, capito che cavolo sono i fanoni!

Natale: è tempo di autocritica per ogni fan di Star Wars

24 dicembre 2009

No Comment

Giustizia a colpi di souvenir?

14 dicembre 2009

Lanciare souvenir a Silvio Berlusconi è altamente controproducente per chi vorrebbe vederlo allontanato dalla scena politica italiana (e dal pianeta), questo è evidente e lo è sempre stato. Ai ragazzini che si avvicinavano alla politica nel 1994 si spiegava subito: “È vitale che se ne vada di morte naturale, o lo fanno anche martire”, e al tempo del famoso lancio del cavalletto, tutto il paese tirò un sospiro di sollievo quando si seppe che il proiettile non aveva raggiunto l’obiettivo (1).

Quello che non tutti sanno è che anche nella comunità supereroistica italiana vige una rigorosissima “No-fly Zone” sulla testa del premier: disintegrarlo, vaporizzarlo o teleportarlo in una dimensione infernale di acido bollente non presenterebbe di per sé nessun problema tecnico, ma si evita positivamente di passare a vie di fatto per evitare ricadute in termini di martir-mitizzazione (2).

E poi, la storia ce lo insegna: il tentativo di porre fine all’attività impalativa di Vlad l’Impalatore ha creato il Conte Dracula, i faraoni più tirannici e fuori di zucca tornano tutti in veste di inarrestabili mummie, fai fare un bagno d’acido a un gangster qualsiasi e ti torna il Joker. Tagli braccia e gambe a un fesso, lo ripassi nella lava, e ti torna Darth Vader.

Occhio, qui. Se i paladini della giustizia prefessionisti si sono autocensurati in materia, sarebbe giusto che anche i privati non provassero a risolvere la questione sommariamente, senza avvisare. A maggior ragione perchè, se la questione potesse essere risolta così, ci sarebbe già la fila.

______

(1) E in molti continuano a preferire il cavalletto, simbolo della mediatizzazione della società, a questo chiesone nazionalpopolare.
(2) Qualcuno dirà: nessuno si è mai preoccupato delle ricadute mediatiche del cremare una strega malvagia, decapitare un abominio infernale o crivellare di frecce un principe delle tenebre, perché? Perché sono efferati e senza pietà o perché sono sfigati e senza un impero mediatico?

Tutti gli scagnozzi dalla A alla Z (T – X)

23 novembre 2009

Tribù: Che dobbiate affrontare cavernicoli, feroci tuareg o maya coperti di tatuaggi che per lo più significano insulti a vostra madre, il rispetto delle minoranze è uno dei vostri obblighi di eroi. Quindi onorate i vostri avversari esotici e le loro armi esoticamente inutili perdendo quella mezz’ora in più a sgominarli. E non fate quelli che si fanno beccare a polverizzare un patrimonio mondiale dell’Unesco e poi sanno dire solo: “Vabbè, era mezza ziggurat coperta di erbacce, io ho salvato il mondo però”.

Umpa-Lumpa: Originari di Umpalandia, sono fastidiosi nani colorati. Utilizzati per lo più come operai specializzati, all’occorrenza possono diventare temibili soldati. Attaccateli con velocità, restate in movimento e non lasciategli iniziare una canzone.

Vegani: essere umani che ospitano parassiti alieni provenienti da Vega IV. La presenza dei suddetti parassiti altera il metabolismo impedendo all’ospite di assumere proteine animali, cosa che il Vegano giustifica con un improbabile discorso etico. Un cheeseburger ben assestato basta e avanza a sgominarli tutti.

Warlock: maghi guerrieri incappucciati, spesso appartenenti a sette medioevali. Versati sia nell’arte della magia che in quella della guerra. Possono utilizzare tutte le armi e tutte le magie dei maghi e dei chierici. +5 al tiro salvezza contro il soffio di un drago. Per sgominare i Warlock armatevi di bazooka, ci sono buone probabilità che non ne abbiano mai visto uno.

Xenomorfi: Alieni con la testa allungata, triple mascelle retrattili e acido al posto del sangue, sono considerati la razza più letale della galassia. Assicuratevi di aver portato almeno 1 lanciagranate, 1 lanciafiamme, 1 mitragliatrice pesante, tutti legati insieme col nastro isolante. Per il finale tenete da parte 1 testata nucleare.

Si rivolge al figlio in Klingon per i suoi primi tre anni: papà previdente

19 novembre 2009

Sarà anche qualche secolo in anticipo, ma d’Armond Speers resta un grande esempio di nerditudine estrema. Avuto il primo figlio, ha deciso di parlargli nella lingua dell’Impero Klingon per i suoi primi tre anni di vita. “E la stava imparando” ha dichiarato Speers in un’intervista. E poi ha precisato: “Non è che io sia particolarmente fan di Star Trek”. La sua motivazione è molto più semplice: scoprire se il figlio avrebbe appreso il Klingon con la facilità con cui si apprende una lingua più “classica”. Nessun invasamamento da trekkie, ma puro interesse antropolinguistico. E la domanda qui è: forse che questo lo rende meno nerd?

Impennata di gemelli in Italia: i superpoteri raddoppiano!

17 novembre 2009

L’Italia finalmente cerca di adeguarsi agli standard mondiali. Secondo i dati presentati a Roma durante il primo convegno nazionale sui gemelli, dal 1990 al 2005 i gemelli italiani sono aumentati del 25%. È un dato da non sottovalutare: i gemelli (1) sono infatti tra i pochi che possono sviluppare superpoteri spontaneamente, senza bisogno di gettarsi a testa in giù in una fornace nucleare, fare il bagno nei raggi gamma o inghiottire lumache aliene.

In caso di gemelle eterozigote femmine, per esempio, non è raro che la prima sviluppi impressionanti poteri extrasensoriali, mentre l’altra si dimostri molto dotata nella ginnastica e nel combattimento. Per sapere quale sarà quale fin dalla nascita, basta seguire questo semplice criterio: quella con il colore di occhi più strano è la esper, quella con i capelli più ribelli è la donna d’azione.

In caso di gemelli eterozigoti maschi, ci dispiace dirlo, raramente succede qualcosa (anche se lo schema esper/soldato può presentarsi in forma di mago/guerriero). Ma in caso di gemelli eterozigoti misti possiamo iniziare a sperare: sicuramente ci sarà un forte legame mentale (anche se difficilmente si arriva alla telepatia telefonica, per così dire), ed è probabile che uno dei due diventi Re (o Regina) di un regno dimenticato.

In caso di gemelle omozigote femmine si incomincia a ballare: qui il ventaglio di superpoteri spazia dal legame mentale totale al teletrasporto, dalla pirocinesi all’empatia con il pianeta, l’importante è che le due gemelle si tengano per mano al momento di utilizzare del potere. Se dovesse capitarvi di essere i fortunati di genitori di due gemelle omozigote, non dovete far altro che mettervi comodi in poltrona e aspettare che inizino i fuochi d’artificio.

Se vi sono capitati due omozigoti maschi, invece, trovatevi il prima possibile un assistente sociale, perchè questi due non faranno altro che litigare (2). E quando saranno cresciuti si faranno la guerra su tutto: regni, donne, merende rubate, ogni occasione sarà buona per interminabili scazzottate, cicatrici deturpanti e risate sataniche. È probabile che uno dei due venga su buono e giusto, mentre l’altro cresca corrotto e malvagio, ma saranno identici e non avrete modo di distinguerli. E quando finalmente penserete di aver capito chi è chi, uno verrà rapito e chiuso in una segreta con una maschera di ferro, e l’altro pretenderà di essere il primo, buono o cattivo, quale che fosse. E qui voi, in preda alla frustrazione, gli salterete al collo, confermando quella storia per cui alla fine il cattivo è il padre. Ma anche il padre ha le sue ragioni.

_______________
(1) Ammesso che siano carini, ovviamente.
(2) O perché apriranno un negozio di scherzi di carnevale magici. In un caso o in un altro l’assistente sociale vi tornerà utile.

Coda o non coda?

13 novembre 2009

tail-ex2.jpeg copiaOvviamente non stiamo parlando di un’acconciatura, bensì di un prolungamento posteriore della colonna vertebrale. E non stiamo parlando di una codina a scopetto per tenere lontano le mosche dal fondoschiena, bensì della famosa coda lunga. Uno pseudopode snodato, che vi permetta di esprimere quelle gestualità caudali fondamentali come: scodinzolare, mettere la coda tra le gambe, e arricciare la coda a forma di punto interrogativo. Ma non fermiamoci qui: la coda oltre che bella è anche fondamentale per l’equilibrio e la locomozione, può essere uno scudo, un’arma e – inutile dirlo – una rivoluzione sessuale.

Ma prima di addentrarsi nello specifico, se si sta valutando l’opzione coda, le domande fondamentali da farsi sono le seguenti:

Nuda o pelosa? Certo, la coda nuda è bruttina da vedersi e vi fa sembrare un ratto, ma anche quella pelosa che effetto può fare, se poi per il resto siete glabri come normali homo sapiens? E dove deve finire il pelo? Alla base dell’osso sacro, o risalire su per la colonna vertebrale? Vale la pena rifletterci (1).

tail-ex2.jpegObbediente o senziente? Vale a dire, la vostra coda fa solo quello che le dite di fare, o ha un grado di autonomia? Fa quello che dico io, sarebbe la risposta più semplice, ma non sottovalutate i vantaggi di una coda indipendente che rifletta il vostro lato più animalesco.

Naturale o cibernetica? Ovvero, preferite che la vostra coda sia il risultato di una mutazione umana o pensavate a una protesi cibernetica? In molti considerano la coda naturale più elegante, sebbene sia meno resistente e non possa essere usata per deflettere i colpi del nemico, ma considerate questo: un arto cibernetico è forte solo quanto la parte del corpo a cui è saldato. Per cui una coda cibernetica può essere usata come frusta, o come arto prensile, solo se il vostro osso sacro è in grado di reggere la sollecitazione (banalmente: se vi appendete a un ramo usando la vostra coda cibernetica, vi verrà comunque un gran mal di schiena). Molto spesso conviene accontentarsi di una coda naturale abbinata a una muscolatura lombare adeguata, e magari pensare a dei piercing affilati sulla punta per massimizzarne il potenziale offensivo.

____________

(1) Ma una cosa possiamo stabilirla da subito: niente triangolini alla fine. Non è Halloween tutto l’anno.