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Possessione da lumacone alieno: il caso Noemi Letizia

11 settembre 2009

Come si riconosce una persona caduta sotto il giogo mentale di un organismo cerebrosimbionte, ovvero di un organismo (alieno magico o biotecnologico che sia) che si interfaccia al cervello e ne prende il controllo? Certo, se capita a un premio Nobel è facile accorgersene: l’offuscamento dello sguardo brillante, la vispa parlantina ridotta a un estenuante biascicare, il cambiamento è fin troppo evidente. Ma solo l’occhio allenato è in grado di scoprire questo genere di possessioni in individui di profilo più comune. Vediamo come avvalendoci del recente caso di Noemi Letizia.

noemi-letizia-picturesSolo in pochi sanno che un alieno con un debole per il grande schermo si è infliltrato nel cervello di Noemi Letizia allo scopo di trasformarla in un’attrice che scali le vette del cinema internazionale. Vi sembra incredibile? Fate questo esercizio: leggete prima gli stralci dall’intervista riportati sotto, e vi sembrerà che la biondina di Casoria sia ai suoi normali livelli di stupidità. Poi guardate l’intervista, e siate pronti a ricredervi: il livello di inquietudine a angoscia è tale che Lynch, Stephen King e Kafka insieme non saprebbero neanche da dove iniziare.

Ecco gli stralci:

NL: Sono felice anche perchè è questo che voglio fare nella vita, l’attrice, e quindi è giusto che sia qui. (sorriso)

D: E l’emozione quando sei arrivata e c’erano tutti questi paparazzi?
NL: Beh, si, è certamente emozionante. (pausa) Ma come ogni cosa nella vita è emozionante (sorriso)

D: Pensi di essere amata dal pubblico?
NL: Sicuramente il pubblico man man che mi conosce mi amerà sicuramente.
D: Che cos’hai da offrire al pubblico?
NL: Tanto. Staremo a vedere

D: Stai prendendo lezioni di recitazione?
NL: Sì, ma non da adesso, è da anni che io studio recitazione, perchè è sempre stato questo il mio sogno, perchè… m… dovete sapere che quando ero piccola e andavo al cinema e guardavo il maxischermo io mi emozionavo e sognavo, allora decisi che io sarei stata un giorno a far emozionare gli altri nel maxischermo, ed è questo che vorrò fare nella vita (sorriso)

NL: Beh, io non mi descrivo per il semplice fatto che voglio farmi conoscere, non mi devo descrivere, le persone non devono stare a quello che io dico di me, io mi farò conoscere e le persone giudicheranno di conseguenza.

E così via. E’ ora di guardare il filmato.

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